L’Italia si prepara a diventare uno dei principali poli europei per lo sviluppo dei data center, infrastrutture sempre più importanti per l’economia digitale e l’intelligenza artificiale. Con 262 strutture operative e investimenti annunciati per oltre 25 miliardi di euro, il settore è destinato a crescere rapidamente, alimentando nuove opportunità economiche ma anche interrogativi sui consumi energetici e sull’impatto ambientale.
Quanti data center ci sono in Italia e come si posiziona il Paese in Europa
Secondo i dati più recenti, in Italia sono presenti 262 data center, con una capacità complessiva installata di circa 760 megawatt.
Il divario rispetto ad altri mercati rimane significativo. Negli Stati Uniti operano oltre 5.000 strutture, con una potenza superiore a 40 gigawatt, mentre in Europa la Germania conta 580 data center e la Francia 401.
Nonostante il ritardo, l’Italia presenta caratteristiche favorevoli allo sviluppo del settore. La posizione geografica nel Mediterraneo e la presenza di collegamenti sottomarini strategici possono rafforzarne il ruolo nelle reti internazionali di trasmissione dei dati.
L’intelligenza artificiale accelera la domanda
La crescita dell’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di espansione del mercato.
«Ci aspettiamo che il mercato italiano dei data center continui a crescere, sostenuto dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale e dal passaggio dalla sperimentazione iniziale a un’adozione su scala», sostiene Piero Montanari, Partner McKinsey.
«Tra il 2026 e il 2030 stimiamo investimenti complessivi in Italia pari a 20-25 miliardi di euro, di cui circa il 50-60% destinato allo sviluppo di infrastrutture e capacità GPU», legate cioè all’AI.
Investimenti nei data center: 25,4 miliardi previsti tra il 2026 e il 2028
Le stime di McKinsey trovano riscontro nelle proiezioni del Comitato attrazione investimenti esteri (Caie), istituito presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Per il triennio 2026-2028 sono stati annunciati progetti per 25,4 miliardi di euro, una cifra pari a circa tre volte quella registrata nel periodo 2023-2025.
Il valore potrebbe essere superiore, considerando che il monitoraggio comprende soltanto iniziative superiori al miliardo di euro riconosciute come investimenti strategici.
Questa classificazione permette di accelerare le procedure autorizzative e prevede la possibilità di nominare un commissario straordinario per coordinare le amministrazioni coinvolte.
Dove sorgeranno i nuovi data center: Lombardia, Sardegna e Sicilia
Milano resta il principale polo nazionale
Tra i protagonisti dei nuovi investimenti figurano grandi operatori internazionali del cloud, tra cui Amazon ed Equinix.
Dei sette progetti strategici considerati, cinque dovrebbero essere realizzati in Lombardia, soprattutto nell’area metropolitana di Milano.
La concentrazione non è casuale: circa il 70% della capacità nazionale installata si trova già nell’area milanese, dove la vicinanza alle imprese e agli utenti finali favorisce lo sviluppo delle infrastrutture digitali.
Nuovi investimenti nel Mezzogiorno e nelle isole
Il governo punta tuttavia a favorire una distribuzione geografica più equilibrata, incoraggiando gli investitori a valutare anche il Sud Italia.
Il Mezzogiorno offre disponibilità di aree industriali dismesse e potenzialità legate alla produzione di energia rinnovabile.
In Sardegna, la società svizzera Energy Vault ha annunciato un investimento da 1,5 miliardi di euro per realizzare un data center nell’ex miniera di carbone di Monte Sinni, nel Sulcis Iglesiente.
Il progetto ha già ottenuto il riconoscimento di investimento strategico da parte del governo.
Anche la Sicilia potrebbe ospitare una nuova infrastruttura digitale, grazie a un progetto dal valore superiore al miliardo di euro per il quale è atteso un analogo riconoscimento.
Che cosa sono i data center e perché consumano tanta energia
Un data center è un’infrastruttura tecnologica che ospita server e sistemi informatici destinati all’archiviazione, alla gestione e all’elaborazione di grandi quantità di dati.
Queste strutture consentono il funzionamento continuo di servizi ormai indispensabili, dalle piattaforme di streaming alle applicazioni bancarie, dai social network ai sistemi di intelligenza artificiale.
I server devono operare senza interruzioni, richiedendo un’alimentazione elettrica costante e sistemi di raffreddamento capaci di mantenere temperature adeguate.
L’espansione del settore pone quindi questioni relative alla disponibilità di energia, ai costi delle infrastrutture e alla sostenibilità ambientale.
Chi beneficia degli investimenti e quali sono le criticità
La costruzione di nuovi data center può generare opportunità per imprese edili, fornitori di apparecchiature tecnologiche, operatori energetici e società specializzate nella gestione delle infrastrutture digitali.
Anche i territori interessati possono beneficiare della riqualificazione di aree industriali inutilizzate e dell’attivazione di nuove filiere economiche.
Restano però alcune criticità, soprattutto per quanto riguarda il fabbisogno elettrico, l’utilizzo delle risorse idriche nei sistemi di raffreddamento e la pressione sulle reti energetiche locali.
L’accettazione dei nuovi impianti da parte delle comunità dipenderà anche dalla capacità dei promotori di dimostrare benefici concreti e limitare gli impatti ambientali.
La sfida della gigafactory europea per l’intelligenza artificiale
Agli investimenti già annunciati potrebbe aggiungersi un ulteriore progetto da 4-5 miliardi di euro per una gigafactory europea dedicata all’intelligenza artificiale.
Il governo intende candidare l’Italia coinvolgendo numerose società partecipate pubbliche, con l’obiettivo di rafforzare la capacità nazionale di calcolo avanzato.
Le prospettive del mercato italiano
L’espansione dei data center rappresenta un’opportunità strategica per la trasformazione digitale italiana. Gli investimenti previsti potrebbero rafforzare la competitività del Paese e favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
La sfida principale sarà conciliare la crescita delle infrastrutture con la disponibilità energetica, la sostenibilità ambientale e una distribuzione territoriale degli investimenti capace di produrre benefici anche al di fuori dei poli tecnologici già consolidati.

Elena Ferrante scrive per SanSevero.TV occupandosi di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si dedica a offrire informazioni chiare e utili, raccontando eventi e temi di interesse con un approccio accessibile, equilibrato e orientato ai lettori.

