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Bonus prima casa under 36: cosa cambia nel 2025 e chi può ancora beneficiarne

L’accesso alla prima casa per i giovani italiani entra in una nuova fase. Con la Legge di Bilancio 2025, il sistema di agevolazioni è stato profondamente rivisto: meno incentivi fiscali diretti e maggiore attenzione al sostegno del credito. Una trasformazione che riflette le difficoltà crescenti del mercato immobiliare, soprattutto nelle grandi città come Milano, Roma o Bologna, dove i prezzi restano elevati rispetto ai redditi medi.

Fondo di garanzia prorogato fino al 2027

Il cambiamento principale riguarda il rafforzamento del Consap, il fondo pubblico che facilita l’accesso ai mutui per l’acquisto della prima casa.

La manovra 2025 ha esteso la sua operatività fino al 31 dicembre 2027, superando la logica delle proroghe di breve periodo. Tuttavia, dal 1° gennaio 2025 è terminata l’esenzione totale dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali, che rappresentava uno dei principali vantaggi per gli under 36.

Oggi il beneficio centrale resta la garanzia statale sul mutuo, che consente alle banche di finanziare anche fino al 100% del valore dell’immobile, riducendo la necessità di garanzie familiari.

Come funziona la garanzia pubblica

Il Fondo non opera in modo uniforme, ma prevede diverse soglie in base alla situazione economica.

Garanzia standard

Per mutui fino a 250.000 euro, la copertura ordinaria è pari al 50% della quota capitale ed è accessibile a chi non possiede altri immobili ad uso abitativo.

Agevolazioni per under 36 e famiglie

Per i giovani under 36 e i nuclei monogenitoriali con un ISEE fino a 40.000 euro, la garanzia sale all’80%, a condizione che il mutuo superi l’80% del valore dell’immobile.

La normativa conferma inoltre un’attenzione particolare alle famiglie numerose:

  • garanzia progressivamente più alta in base al numero di figli
  • fino al 90% per nuclei con almeno cinque figli e ISEE entro 50.000 euro
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In un Paese come l’Italia, caratterizzato da un tasso di proprietà della casa tra i più alti in Europa, queste misure mirano a sostenere le nuove generazioni in un contesto economico sempre più complesso.

Requisiti degli immobili ammessi

Le agevolazioni restano vincolate a criteri precisi per evitare utilizzi impropri del sostegno pubblico.

Sono ammessi immobili classificati come:

  • abitazioni civili
  • abitazioni economiche o popolari
  • immobili rurali
  • villini

Restano invece esclusi immobili di lusso come ville, castelli o palazzi di pregio.

L’agevolazione si estende anche alle pertinenze (garage, cantine), purché collegate all’abitazione principale.

Un aspetto rilevante, spesso poco considerato, è la possibilità di accedere al fondo anche per acquisti tramite asta giudiziaria, purché l’immobile venga destinato a residenza principale.

Il ruolo decisivo delle banche

Nonostante la garanzia pubblica, l’accesso al mutuo non è automatico.

Gli istituti di credito mantengono piena autonomia nella valutazione del merito creditizio. Vengono analizzati:

  • stabilità lavorativa
  • capacità di rimborso
  • livello di indebitamento

La garanzia Consap impedisce alle banche di richiedere ulteriori garanzie personali non assicurative oltre all’ipoteca, ma non elimina il rischio di rifiuto della richiesta.

Questo aspetto rappresenta uno dei principali limiti del sistema, soprattutto per i giovani con contratti di lavoro precari o discontinui.

Più tempo per vendere la vecchia casa

Una novità significativa introdotta dal 2025 riguarda i tempi per la vendita dell’immobile già posseduto.

Chi acquista una nuova prima casa ha ora due anni di tempo (anziché uno) per vendere quella precedente, mantenendo i benefici fiscali.

Si tratta di una modifica importante in un mercato immobiliare dove le tempistiche di compravendita si sono allungate, anche a causa dell’aumento dei tassi di interesse e della minore domanda.

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Questo margine più ampio consente alle famiglie di pianificare meglio il passaggio tra due abitazioni, evitando vendite forzate a prezzi ribassati.

Una nuova fase per l’accesso alla casa

La riforma segna un cambio di paradigma: lo Stato riduce gli sconti fiscali diretti e punta su strumenti finanziari per facilitare l’accesso al credito.

Per gli under 36, il sostegno resta concreto ma meno immediato rispetto al passato. Il successo della misura dipenderà in larga parte dalla disponibilità delle banche a concedere mutui in un contesto economico ancora incerto.

Elena Ferrante
Elena Ferrante
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