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Claude individua un sistema enzimatico mai osservato: l’IA di Anthropic apre nuove piste sul DNA

Un sistema enzimatico finora sconosciuto, nascosto all’interno di una sequenza di DNA sfuggita alle precedenti analisi biologiche, è stato individuato grazie a Claude, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic. Secondo l’azienda, il sistema presenta caratteristiche che ricordano alcuni meccanismi molecolari programmabili capaci di intervenire sul materiale genetico.

Un nuovo sistema enzimatico individuato analizzando il DNA

Anthropic ha annunciato i primi risultati ottenuti dal proprio laboratorio di biologia, avviato nella primavera del 2026 con l’obiettivo di far collaborare ricercatori e sistemi di intelligenza artificiale nell’analisi di grandi quantità di dati biologici.

“Stiamo condividendo questi primi risultati – scrive l’azienda – per mostrare alla comunità scientifica che Claude è in grado di rilevare autonomamente le anomalie e di guidare le analisi per avviare scoperte biologiche”.

La scoperta è stata descritta dall’azienda insieme a un articolo scientifico che, al momento dell’annuncio, non risultava ancora pubblicato su una rivista sottoposta a revisione scientifica.

Secondo Anthropic, Claude ha analizzato grandi database genetici alla ricerca di sequenze, proteine e associazioni insolite che potessero meritare ulteriori verifiche sperimentali.

“Claude ha scoperto autonomamente un nuovo sistema enzimatico associato a una serie di ripetizioni di Dna”, scrive l’azienda.

Caratteristiche simili ai sistemi programmabili che modificano il DNA

La funzione precisa del nuovo meccanismo rimane ancora da determinare. Tuttavia, secondo quanto riferito da Anthropic, alcune delle sue caratteristiche ricordano quelle osservate in un ristretto gruppo di sistemi biologici programmabili.

“Sebbene non ne conosciamo ancora la funzione, il sistema presenta una serie di caratteristiche che sono state riscontrate insieme solo in pochi altri sistemi, tutti programmabili e in grado di eseguire operazioni come tagliare, copiare e incollare il Dna”.

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Queste proprietà richiamano, almeno per alcune caratteristiche generali, gli strumenti molecolari utilizzati nella tecnologia CRISPR, diventata uno dei principali riferimenti della moderna ingegneria genetica. Le ricerche alla base delle cosiddette “forbici molecolari” CRISPR-Cas9 sono state premiate con il Nobel per la Chimica nel 2020.

Il prossimo passo sarà comprenderne la funzione

La priorità dei ricercatori sarà ora stabilire quale ruolo svolga effettivamente il sistema appena individuato. L’analisi computazionale, infatti, rappresenta soltanto una parte del processo: le ipotesi generate dall’intelligenza artificiale devono essere sottoposte a verifiche sperimentali in laboratorio.

Anthropic descrive il compito di Claude come quello di analizzare “enormi set di dati di Dna, segnalare proteine interessanti o non ancora caratterizzate e fornire al team le idee più promettenti. Gli scienziati poi portano le migliori in laboratorio e le testano”.

Il rapporto tra ricercatori e IA funziona quindi in entrambe le direzioni: gli scienziati contribuiscono alla formazione e all’orientamento del sistema, mentre Claude esamina una quantità di informazioni difficilmente gestibile manualmente.

Circa 950 agenti di IA coinvolti nella ricerca

Secondo Anthropic, l’indagine ha richiesto un’attività computazionale considerevole.

“Il nostro coinvolgimento – si legge ancora – si è limitato all’incarico iniziale e al lavoro di laboratorio, mentre gli agenti di Claude hanno scandagliato il database” e “dopo 21 ore di ricerca da parte di circa 950 agenti utilizzando 210 milioni di token, uno degli agenti ha notato qualcosa di straordinario”.

Il sistema identificato è basato su un enzima chiamato trascrittasi inversa, noto per la capacità di utilizzare informazioni contenute nell’RNA per produrre DNA.

La struttura sarebbe presente naturalmente in un fago gigante, cioè un virus che infetta i batteri, ma non era stata precedentemente caratterizzata dai biologi.

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Sequenze non codificanti al centro della scoperta

Durante l’analisi, Claude avrebbe individuato particolari sequenze di DNA non codificante, quindi prive delle istruzioni necessarie per produrre direttamente proteine, associate a una proteina la cui funzione resta sconosciuta.

Questa combinazione ha attirato l’attenzione del sistema e successivamente quella dei ricercatori, aprendo una nuova linea di studio per determinare il funzionamento del meccanismo e le sue eventuali applicazioni.

Feng Zhang, professore al Massachusetts Institute of Technology e al Broad Institute e tra i pionieri della ricerca sulla CRISPR, è stato interpellato da Anthropic pur non avendo partecipato al progetto.

“E’ un esempio entusiasmante di come gli agenti di intelligenza artificiale possano contribuire alla scoperta in campo biologico”, ha detto Zhang.

“Spero – ha aggiunto – che questo lavoro incoraggi un maggior numero di scienziati a esplorare come l’IA possa supportare la loro ricerca”.

La scoperta dovrà ora essere approfondita sperimentalmente per chiarire la funzione del nuovo sistema enzimatico. Il risultato rappresenta intanto un esempio concreto di come strumenti di intelligenza artificiale possano essere impiegati per individuare anomalie e possibili nuovi meccanismi biologici all’interno di enormi archivi di dati genetici.

Elena Ferrante
Elena Ferrante
Elena Ferrante scrive per SanSevero.TV occupandosi di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si dedica a offrire informazioni chiare e utili, raccontando eventi e temi di interesse con un approccio accessibile, equilibrato e orientato ai lettori.
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