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GPT-6 Astra, OpenAI accelera verso l’AGI e rilancia la sfida sugli agenti AI

OpenAI presenta GPT-6 Astra come un salto generazionale nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale: un modello progettato non soltanto per rispondere alle domande, ma anche per utilizzare strumenti digitali, programmare, analizzare dati e portare avanti attività complesse con una supervisione umana più limitata. Il lancio riaccende anche il confronto con Anthropic e Google sul futuro degli agenti AI.

GPT-6 Astra punta oltre il tradizionale chatbot

Il presidente di OpenAI Greg Brockman ha definito Astra un «salto generazionale», collegandone l’arrivo all’avvicinamento verso l’AGI, l’intelligenza artificiale generale.

Per anni l’AGI è rimasta un obiettivo dai confini difficili da definire. Con Astra, OpenAI punta soprattutto a ridurre la distanza tra un sistema che fornisce risposte e uno capace di comprendere un obiettivo, utilizzare gli strumenti disponibili e individuare autonomamente eventuali problemi.

Sam Altman ha citato l’esempio dell’analisi di una complessa catena di fornitura dei semiconduttori: il modello potrebbe identificare e segnalare un problema non esplicitamente indicato nella richiesta iniziale. L’obiettivo, quindi, è avvicinare l’AI al ruolo di collaboratore digitale, pur con i limiti e le necessarie cautele.

I benchmark di GPT-6 Astra

OpenAI descrive Astra come il proprio modello «più intelligente e allineato». Nei test comunicati dall’azienda raggiunge il 99,9% su ARC-AGI-3, il 97,6% su FrontierMath Tier 4 e il 100% su ExploitBench, benchmark dedicato alla cybersicurezza.

Nei compiti scientifici di Terminal-Bench il risultato sale dal 22,4% ottenuto da GPT-5.6 Sol al 64,6% di Astra. Nel coding, su Terminal-Bench 4.0, le prestazioni passano invece dal 37,3% al 57,9%.

Un agente AI capace di utilizzare il computer

Una delle novità centrali riguarda l’interazione con il computer. Astra può navigare sul web, compilare moduli, aggiornare sistemi CRM, organizzare calendari, installare software e controllare siti.

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Il modello è inoltre progettato per lavorare direttamente con documenti, fogli di calcolo e presentazioni. Su OSWorld 2.0 registra il 72,6%, rispetto al 65,7% del predecessore. Secondo OpenAI, riesce anche a completare queste operazioni impiegando circa il 47% di tempo in meno.

È un passaggio significativo per il mercato degli agenti AI: l’interazione non è più concentrata esclusivamente sulla conversazione, ma si estende all’esecuzione concreta di attività digitali.

Astra introduce inoltre una maggiore continuità operativa. Durante lavori di programmazione particolarmente lunghi può conservare note e recuperare informazioni provenienti dalle precedenti finestre di contesto.

Cybersecurity, maggiori capacità ma anche nuovi rischi

La sicurezza informatica rappresenta uno degli aspetti più delicati del nuovo modello. Durante i test, Astra avrebbe individuato due vulnerabilità zero-day precedentemente sconosciute.

Una capacità potenzialmente importante per la difesa delle infrastrutture digitali, ma che potrebbe essere utilizzata anche in senso offensivo. Per questo OpenAI ha previsto limitazioni più severe nell’accesso ad alcune funzionalità.

L’azienda riferisce inoltre che, in un test sviluppato dopo l’incidente di Hugging Face, Astra non avrebbe mai oltrepassato i confini autorizzati. Nello stesso scenario, GPT-5.6 Sol privo delle protezioni utilizzate in produzione avrebbe superato tali limiti nel 48% dei casi.

Quanto costa GPT-6 Astra

Le maggiori capacità comportano un prezzo più elevato. Attraverso le API, Astra costa 10 dollari per milione di token in input e 50 dollari per milione di token in output, circa due volte e mezzo il costo di GPT-5.6 Sol.

OpenAI punta però l’attenzione sul costo complessivo per attività completata. Un modello più costoso per singolo token potrebbe risultare economicamente più efficiente se necessita di meno passaggi, conclude il lavoro più rapidamente e richiede meno interventi correttivi da parte delle persone.

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È un parametro particolarmente rilevante per le imprese, anche italiane, che stanno valutando l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali e devono confrontare i benefici dell’automazione con i costi operativi.

OpenAI indica Astra come disponibile nei piani Plus, Pro, Business ed Enterprise. Nell’annuncio non viene invece indicato un nuovo abbonamento dedicato esclusivamente al modello.

La corsa all’AGI diventa una sfida industriale

Brockman parla apertamente dell’inizio di una nuova era, mentre Altman mantiene una posizione più prudente sul concetto di AGI, la cui definizione continua a essere oggetto di discussione.

Dal punto di vista industriale, la questione è più concreta: stabilire quanto lavoro qualificato possa essere svolto autonomamente da un sistema AI, con quale livello di affidabilità, a quale costo e con quanta supervisione umana.

OpenAI sfida Anthropic e Google sugli agenti AI

Astra arriva dopo un periodo in cui Anthropic ha guadagnato terreno soprattutto nella programmazione e nell’adozione aziendale. La competizione tra OpenAI, Anthropic e Google si sta quindi spostando dai semplici benchmark alla capacità di realizzare agenti autonomi in grado di lavorare più a lungo, ridurre gli errori e contenere il costo di ogni attività completata.

GPT-6 Astra rappresenta così il tentativo di OpenAI di rafforzare la propria posizione nella nuova generazione dell’intelligenza artificiale operativa. Il passaggio decisivo sarà ora verificare se le prestazioni ottenute nei test riusciranno a tradursi in affidabilità, efficienza e valore economico negli ambienti di lavoro reali.

Elena Ferrante
Elena Ferrante
Elena Ferrante scrive per SanSevero.TV occupandosi di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si dedica a offrire informazioni chiare e utili, raccontando eventi e temi di interesse con un approccio accessibile, equilibrato e orientato ai lettori.
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