L’export del vino italiano chiude il primo semestre del 2026 con un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro. Secondo gli ultimi dati Istat analizzati da WineNews, Veneto, Piemonte e Toscana continuano a dominare le spedizioni verso i mercati internazionali, rappresentando insieme quasi il 67% del valore nazionale.
Export vinicolo italiano a 3,6 miliardi di euro
Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026, le esportazioni di vino delle regioni e dei territori italiani hanno raggiunto complessivamente 3,6 miliardi di euro, registrando una flessione del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il dato mostra tuttavia un miglioramento rispetto al primo trimestre dell’anno, quando il calo era stato dell’8,2%. Il divario si è quindi ridotto di due punti percentuali, indicando un parziale recupero nel corso del secondo trimestre.
Le performance restano molto differenti a livello regionale, con alcuni territori ancora in contrazione e altri capaci di incrementare il valore delle esportazioni rispetto al 2025.
Veneto primo per export nonostante il calo dell’8,4%
Il Veneto mantiene saldamente il primo posto nella classifica nazionale. La regione, riferimento per produzioni come Prosecco, vini della Valpolicella, Soave e Pinot Grigio delle Venezie, ha esportato vino per circa 1,3 miliardi di euro nel primo semestre.
Il risultato rappresenta una diminuzione dell’8,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma lascia il Veneto nettamente davanti alle altre principali regioni vinicole italiane.
Piemonte in crescita e davanti alla Toscana
Il Piemonte conferma invece il trend positivo registrato nel corso del 2026. Le esportazioni regionali hanno raggiunto 566,9 milioni di euro, con una crescita del 2,4% rispetto al primo semestre del 2025 e un andamento migliore anche rispetto ai primi tre mesi dell’anno.
Il territorio di Barolo, Barbaresco, Barbera d’Asti, Alta Langa, Gavi e Asti consolida così il secondo posto nella graduatoria nazionale, aumentando il vantaggio sulla Toscana.
Quest’ultima, seconda regione italiana per valore delle esportazioni nel 2025, scende al terzo posto. Nel semestre ha totalizzato 543,6 milioni di euro, con una contrazione del 7,4%.
La Toscana resta uno dei territori simbolo dell’enologia italiana grazie a denominazioni e produzioni come Chianti Classico, Bolgheri, Igt Toscana, Chianti, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano e Vernaccia di San Gimignano, oltre alle aree produttive della Maremma.
Complessivamente Veneto, Piemonte e Toscana raggiungono circa 2,4 miliardi di euro di esportazioni, pari a quasi il 67% dell’intero export vinicolo nazionale.
Trentino-Alto Adige quarto, Emilia-Romagna in aumento
Al quarto posto si colloca il Trentino-Alto Adige/Südtirol, conosciuto soprattutto per i suoi vini bianchi e per il Trentodoc. Le esportazioni hanno raggiunto 265,6 milioni di euro, con un calo del 12,2%.
Segue l’Emilia-Romagna, che registra invece una delle performance positive del semestre. L’export è cresciuto del 5,6%, arrivando a 205,3 milioni di euro. Tra le produzioni più rappresentative della regione figurano Lambrusco e Sangiovese di Romagna.
La Lombardia occupa la sesta posizione con 152,5 milioni di euro e una flessione del 7,1%. La regione comprende importanti territori produttivi come Franciacorta e Oltrepò Pavese.
Puglia e Friuli-Venezia Giulia crescono
Segnali positivi arrivano dalla Puglia, che raggiunge 121,6 milioni di euro di esportazioni, in aumento del 6%. La regione, nota anche per vini simbolo come il Primitivo, registra così uno degli incrementi più significativi tra i principali territori vinicoli italiani.
In crescita anche il Friuli-Venezia Giulia, con esportazioni per 121,4 milioni di euro e un progresso del 2,5%. Il territorio è particolarmente conosciuto per i grandi vini bianchi del Collio e per il Friulano, storicamente chiamato Tocai.
L’Abruzzo registra invece un valore di 108,5 milioni di euro, in diminuzione del 9,5%. Tra le produzioni più rappresentative figurano Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano e Cerasuolo.
Sicilia chiude la top ten dell’export vinicolo
A completare le prime dieci regioni italiane per valore delle esportazioni c’è la Sicilia, con 78,5 milioni di euro e una contrazione del 5,9%.
L’isola può contare su un panorama produttivo particolarmente diversificato, dall’Etna a Vittoria, passando per Menfi, Noto, Marsala e Pantelleria, territori che contribuiscono alla presenza del vino siciliano sui mercati internazionali.
Il quadro del primo semestre 2026 evidenzia quindi un export vinicolo italiano ancora in calo nel complesso, ma con segnali di recupero rispetto all’inizio dell’anno. Veneto, Piemonte e Toscana restano il cuore delle esportazioni nazionali, mentre la crescita registrata da Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia e Friuli-Venezia Giulia mostra un andamento sempre più differenziato tra i principali territori del vino italiano.

Elena Ferrante scrive per SanSevero.TV occupandosi di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Si dedica a offrire informazioni chiare e utili, raccontando eventi e temi di interesse con un approccio accessibile, equilibrato e orientato ai lettori.

