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Adc e Dc: “aspettiamo Damone in consiglio comunale”

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consiglio“Aspettiamo che il Presidente nel Consiglio Comunale che abbiamo fatto convocare ad hoc sperando che almeno in quella occasione riusciamo ad ascoltare la sua voce e non quella di qualche bell’addormentato reclutato all’ultimo momento per il ruolo di spadaccino”. Così dai gruppi consiliari Alleanza di Centro e Democrazia Cristiana rispondono alle critiche dell’opposizione che hanno seguito l’ordine del giorno proposto dalla maggioranza che chiede le dimissioni del presidente del consiglio comunale, Luigi Damone. “Come al solito il buon Presidente del Consiglio – spiegano i consiglieri comunali, Ciro Persiano e Fernando Caposiena – riesce, rimanendo dietro le quinte, a trovare sempre qualche sapientone da strumentalizzare che tira bordate al suo posto. Infatti abbiamo prima letto la strenua difesa del neonato gruppo consigliare che lo descriveva come uomo probo dedito a curare gli interessi della città e poi leggiamo un comunicato di non meglio identificati consiglieri di opposizione che probabilmente lo vorrebbero Santo Subito”. Dalla maggioranza rispondendo all’opposizione intendono chiarire che i consiglieri subentrati in consiglio hanno gli stessi diritti e prerogative degli altri consiglieri. “Vogliamo ricordare – continuano da Adc e Dc – che nell’opposizione ci sono almeno tre scaldasedie, nello specifico: Paola Marino, Michele Santarelli e Francesco Sderlenga che tanto si ritrovano consiglieri perché, furbescamente, si son candidati alla carica di Sindaco e, senza scendere personalmente in campo, si son ritrovati eletti. Probabilmente tutti e tre insieme difficilmente avrebbero raggiunto il numero di voti per farne eleggere uno solo di consigliere, altro che subentrati”. Dalla maggioranza invitano ancora una volta il Presidente del Consiglio Comunale a rimettere il suo mandato poiché non si sarebbe dimostrato, secondo la maggioranza, al di sopra delle parti. “Politicamente – concludono Persiano e Caposiena – capiamo che il richiamo della “famiglia” è importante e che anche lui, come il papà vuole approdare lentamente dalla coalizione di destra all’estrema sinistra, ma per queste cose, fermo restando che si risponde alla propria coscienza e ai propri elettori, si abbandonano quantomeno gli incarichi e gli emolumenti ottenuti dalla coalizione di partenza”.


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