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35 lavoratori di Apulia Pronto Prestito rischiano di perdere il lavoro, Città Civile si appella ai rappresentanti istituzionali

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Città Civile scende in campo per tutelare il lavoro di 35 ragazzi dell’Apulia Pronto Prestito, che entro il 30 giugno dovrà essere venduta o posta in liquidazione. Una situazione kafkiana, scaturita dal cosiddetto “Contratto di ritrasferimento”, con il quale Banca Apulia ha ceduto la propria partecipazione in Apulia Prontoprestito (86,921%) in favore di Veneto Banca spa in Liquidazione Coatta Amministrativa, provocando l’estromissione della società dall’operazione di salvataggio delle ex banche venete ad opera di Intesa Sanpaolo. Da Città Civile si appellano ai rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali, affinché si possa trovare una soluzione in tempi rapidissimi: “ci rivolgiamo al Sindaco Miglio, al Presidente della Regione Michele Emiliano ed in particolare all’ Onorevole Carla Giuliano – spiegano da Città Civile -, che hanno il dovere di intervenire su una questione molto delicata riguardante la vita, il lavoro, di 35 giovani. Un problema sottovalutato che avrebbe dovuto avere maggiore attenzione da parte della politica del territorio e che oggi si manifesta in tutta la sua drammaticità. Occorre intervenire con forza presso il MEF e presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per cercare una soluzione. Non è facile, siamo purtroppo in grande ritardo ma occorre fare un tentativo”. Il Decreto “salva banche” ha di fatto salvato le banche ma non le cosiddette società fuori perimetro, per giunta quelle sane come Apulia Pronto Prestito, caratterizzata da elevato patrimonio e chiusura in utile degli ultimi tre esercizi.

 


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