Stasera la partita tra “Città dei Colori”e Cestistica B

| 21/05/2016, 10:46

le tartarughe della città dei coloriSabato sera, alle ore 20.00, nel palasport “Falcone e Borsellino”, tempio del basket cittadino, si disputerà una partita speciale. Una partita voluta da un gruppo speciale di ragazzi. La squadra di basket dei ragazzi disabili dell’associazione “La Città dei Colori”, sfiderà la Cestistica “B”. Un progetto, subito condiviso dal presidente della Cestistica, Amerigo Ciavarella. Così la presidente Grazia Villani: “Il progetto ‘Oltre ogni ostacolo’, da ottobre, ha proseguito il suo percorso e domani sera, saremo alla nostra prima partita ufficiale. Il progetto ha preso spunto dal diritto fondamentale che ogni essere umano ha di accedere all’educazione fisica e allo sport, principi indispensabili allo sviluppo della personalità. Lo sport per le persone con disabilità è un mezzo privilegiato di sviluppo individuale, di rieducazione e d’integrazione sociale. Oltre a migliorare la qualità della vita, aiuta a ritrovare autostima ed emozioni con altri amici, sentirsi protagonisti. L’entusiasmo dei nostri ragazzi, grazie all’allenatrice Antonella Magnifico, coadiuvata da Antonello Ricci, in forza all’Allianz Cestistica, alla psicologa Marianna Caroprese, all’istruttore mini basket della Cestistica Michele Dell’Aquila, dai vice allenatori Matteo Di Pierno e Ludovica Del Vicario e anche dall’allenatore Nicolas Panizza, è cresciuto sempre più ed è commovente assistere ai loro allenamenti. È bastato credere in loro, sostenerli, incoraggiarli, incitarli per raccogliere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che ci incoraggiano ad andare avanti. Grazie a coloro che hanno permesso tutto ciò e un vivo ringraziamento allo staff della Cestistica San Severo”. L’idea è partita dalla socia della “Città dei colori”, Zelinda Rinaldi; main sponsor è “Seira Costruzioni” di Renato d’Aries. Il vero obiettivo, come ha detto Antonella Magnifico, coach delle “Tartarughe”, è stato quello di “Mettere in campo e vedere i ragazzi giocare e non sugli spalti a guardare la partita. Ora sono loro i protagonisti in campo. La partita rappresenta la conclusione del progetto e sarà una festa, che aspettiamo tutti con ansia”. Così Stefania Dalfino, mamma di Andrea: “La cosa bella di questa partita, sono stati gli allenamenti. Vedere l’entusiasmo e la grinta, con cui i ragazzi, seppur impacciati, si sono appassionati a questo sport con una forza tale da far ricredere anche i più scettici. Ragazzi che bivaccavano sul divano da sempre, che non correvano perché troppo pigri. Fare squadra tra loro, comunicare anche quando l’autismo non te lo permette e poi la gioia di tutti quando la palla entra nel canestro. È un’emozione che non si può spiegare”. Salvatore Luca Tota, fratello di Marco: “Per arrivare a capire bene il significato della parola amore non ci sono scorciatoie. Ci sono solo verità. Queste verità sono fatti e non commenti o ‘like’ lasciati su un social. Marco ha 34 anni ed è un ragazzo affetto da sindrome di Down molto, ma molto pigro. Talmente pigro che quando sta giocando a pallacanestro, con gli amici de ‘La Città dei Colori’, se qualcuno gli passa la palla, la dà al primo che gli sta davanti: anche se è l’avversario. Talmente pigro che fa su e giù per il campo a piccoli passetti con molta calma. Quando gli dicono di tirare, lui si avvicina e tira: ogni canestro è una vittoria. In un’ora circa di allenamento di questi ragazzi diversamente abili ci sono giorni di attesa. Questi ragazzi sono bellissimi. Ti viene voglia di abbracciarli tutti e correre con loro. Quando Marco torna a casa, con un sorriso furbetto racconta l’allenamento. Lo sport è negli occhi dei nostri ragazzi e di chi li aiuta in questo bellissimo, semplice, percorso-sogno”.

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