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Perennemente Trentenne il nuovo singolo di Frak

Luigi Fracchiolla FRACdi Ciro Mancino

E’ insaziabile il giovane dj e produttore sanseverese Luigi Fracchiolla in arte Frak,. Dopo aver spopolato su Youtube con il singolo “Basta parlar”, torna con un nuovo inedito “Perennemente Trentenne”, in collaborazione con Michela Danese, Luigi Cicchetti ai fiati e Nunzio Ferro alle chitarre. Il brano è stato arrangiato presso l’Edrecords, studio di registrazione del maestro Edgardo Caputo.

A pochi mesi dall’uscita di “Basta parlar”, una nuova canzone, perché questa scelta?

Ho deciso di continuare a fare singoli e non ancora un album, perché mi piace concentrarmi al meglio su una cosa per volta, per dedicare maggiore attenzione ad ogni dettaglio. “Basta Parlar” ha avuto un impatto notevole sia sulle persone, sia su di me che l’ho prodotto. Ci siamo trovati con un’autoproduzione che in una settimana è passata da San Severo a Rai 1 nella rubrica di Vincenzo Mollica “Do re ciak Gulp”. Anche in termini di visualizzazioni, abbiamo spopolato, tanto da attirare l’attenzione di giornali e radio. Ritrovarsi catapultati in una situazione del genere, è stata un’esperienza fantastica. Gli stimoli che vengon fuori da certi periodi, bisogna trasformarli subito in nuova ispirazione e riprendere a produrre come se nulla fosse accaduto.

“Perennemente trentenne”, di cosa parla?

E’ una fotografia dei nostri tempi. Un’istantanea un po’ sbiadita di un periodo storico difficile per le nuove generazioni. Il titolo potrebbe ingannare, portando a pensare che sia dedicato solo ai trentenni, ma non è cosi. Il brano, poggia su un ritmo allegro leggermente distante dall’electro swing di “Basta Parlar”. Tra ironia e provocazioni anche pesanti, ho voluto dar voce alle nuove generazioni che in molti casi vengono dipinte come pigre o svogliate. Il brano però, oltre a sottolineare tanti aspetti negativi, ha un risvolto decisamente positivo. Invita a far riflettere, dando una speranza per il futuro, fatto solo per chi è pronto ogni giorno a mettersi in gioco e a guardare ad esso con un sorriso. Nella prima parte, il protagonista del brano cade nel dubbio, si chiede se nella vita sia stato positivo restar “puliti” o pentirsi per non essersi “sporcati”. La soluzione verrà data alla fine del brano e ognuno potrà trovarne il senso che vuole. Spero che il messaggio che ho voluto esprimere attraverso un brano di facile ascolto, ma dal senso profondo, arrivi come “Basta Parlar”. Anche il videoclip che segue il brano, realizzato con Michela Danese, mette in evidenza come solo la collaborazione tra le persone può far nascere belle iniziative. Ho voluto rendere partecipe gente da tutta Italia e non, che ha condiviso con me una rivoluzione di idee che parte dalle piccole cose.

Immagine anteprima YouTube

Dopo il successo, hai gli occhi puntati della critica. Ti preoccupa?

Assolutamente no, anzi, mi stimola l’esser di nuovo sotto i riflettori degli ascoltatori e soprattutto dei critici. Non ho paura del giudizio, perché per ogni cosa, ci metto impegno e tanta passione. Amo il confronto ed è giusto esser “bacchettato” all’occorrenza quando sbaglio. La cosa più bella è che nel mio percorso, incontro sempre più gente che mi stimola a far meglio e allo stesso tempo mi aiuta a riflettere su alcune cose alle quali in passato non prestavo attenzione.

E adesso, quali sono i tuoi progetti?

Dopo “Perennemente Trentenne”, inizia a prender forma, finalmente, l’idea di un disco intero. In questi mesi, abbiamo avuto contattati con qualche piccola casa discografica, ma io in primis, ho preferito restare ancora indipendente perché mi permette di fare ciò che voglio, senza imposizioni di nessun tipo. Sono supportato da musicisti di alto livello come Luigi Cicchetti e Nunzio Ferro e da un grande maestro Edgardo Caputo, a cui devo tanto, perché, riesce sempre a venire incontro alle mie idee. La bella voce di Michela Danese, sarà ancora con me. Nei mesi prossimi tuttavia, ci sarà il mio esordio con un brano prodotto e cantato da me dal titolo “Solo per noi”, che sarà pronto sicuramente dopo l’estate.

Pensi che la realtà sanseverese favorisca la tua crescita? O ti senti penalizzato?

Se mi avessi fatto questa domanda qualche anno fa, ti avrei risposto che mi ha tagliato le gambe. Col senno di poi, invece, posso affermare che è meglio non essere “al centro del mondo” della scena musicale. Oggi, son cambiati i tempi. La rivoluzione digitale, può farti svoltare anche da un piccola città, se il prodotto è valido. San Severo, è viva e se tutti facessero la scelta di non inseguire i propri sogni perché, presi dal pessimismo, saremmo tutti sconfitti in partenza. Io voglio crederci e nel mio piccolo farò sempre in modo di impegnarmi al massimo affinché, si parli di qualcosa di positivo che non per forza è stato prodotto nelle grandi città italiane. Spero vivamente che gli artisti sanseveresi, inizino a collaborare molto di più tra loro, perché ci sono davvero tanti talenti in giro.

Il tuo sogno nel cassetto?

Continuare a fare musica in tutti i modi possibili. Arrivare sempre a più gente e cercare di restare un attento osservatore della società. Mi piace descriverla e mettere in evidenza i punti deboli delle persone trasformandoli in punti di forza. Il mio obiettivo è far riflettere la gente.

Cosa senti di dire ai giovani che vorrebbero avere un po’ di visibilità in questo mondo?

La visibilità deve esser sempre una conseguenza di un lavoro serio. Non può esser fissato come obiettivo. Consiglio quindi, di fare la propria strada e il proprio percorso mettendoci sempre l’anima. Se la fortuna vuole, la visibilità arriverà e non ve ne sarete neanche resi conto. Bisogna fare però un passo per volta senza essere impazienti.

 

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