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Nazario Tricarico, Città Civile: la festa è l’unica possibilità della città di promuoversi

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“Credo che la Festa del Soccorso rappresenti, nel bene e nel male, la nostra comunità. Soprattutto un aspetto peculiare della sua compagine sociale: l’incapacità di pensare e condividere una seria strategia di promozione del territorio.

Paradossalmente, anche i fatti tragici che hanno caratterizzato queste giornate sono collegati alla mancanza di consapevolezza – soprattutto istituzionale – verso un evento ben diverso da quello a cui eravamo abituati ad assistere negli anni 70 e 80. Nonostante tutto si sia evoluto in termini quantitativi, in cabina di regia pare non sia cambiato nulla”. E’ quanto afferma il presidente di Città Civile, Nazario Tricarico, che prosegue: “Sono mancati investimenti, strategie, sono mancate visioni e prospettive. Il copione non è mai cambiato. E mi permetto di pensare che tutto il fallimento di questo desolante quadro sia proprio certificato da tutti i problemi legati alla sicurezza.

Sì, perché la promozione di un evento del genere non può non passare in primis per una buona quantità di investimenti mirati a limitare al massimo i rischi, sia per i lavoratori che mettono a repentaglio la loro vita per regalarci forti emozioni, e sia per chi, come da tradizione, decide di correre sotto le batterie.

Tutti abbiamo goduto sempre della festa senza chiederci cosa ci fosse realmente dietro. Cosimo Del Vicario è uno di quei tanti padri di famiglia che avremmo dovuto tutelare attraverso meccanismi di rafforzamento e ripensamento delle misure di sicurezza. Non abbiamo avuto il giusto senso di responsabilità verso i lavoratori delle Pirotecniche, non abbiamo mai aperto una riflessione per tutelare, magari anche attraverso investimenti pubblici (penso al Ruolo della Regione), queste persone.
Occorre un riconoscimento, occorre un piano regionale specifico per i lavoratori di questo settore.

Sia chiaro: le nostre Aziende operano sicuramente nel pieno rispetto delle norme, ma occorre andare oltre, prevedendo protocolli ad hoc.

Le Istituzioni laiche e religiose devono interrogarsi su questo punto: promozione e sicurezza sono inscindibili, un legame da cui occorre ripartire se vogliamo che tutto questo abbia ancora un senso.

Stiamo parlando di una comunità che è cresciuta in maniera esponenziale. La Festa ha generato legami finendo per apparire una vera e propria opportunità. Anche su questo fronte si registrano ritardi e pressapochismi terrificanti, ampiamente certificati dalle tragicomiche trovate dello scorso anno di cui non è rimasta fortunatamente traccia. Ricordate Gnam&Boom? Ritorna l’incapacità di cui sopra.

Ritengo molto banalmente che si debbano affidare le cose a privati qualificati, a società specializzate nella gestione di grandi eventi che hanno le necessarie competenze per gestire al meglio le cose. All’Amministrazione, al Comitato, e a tutti quelli che in questi anni si sono sforzati di governare la nave, non dovrebbe restare altro compito se non quello di trovare le risorse, i soldi, che a mio avviso ci sono.

Come nel caso degli investimenti per la sicurezza e la tutela dei lavoratori delle aziende pirotecniche, la Regione può avere un ruolo determinante inserendo la Festa del Soccorso in quei piani di finanziamento per gli eventi di rilevanza nazionale (gli unici a cui si riconosce un senso e un riscontro reale sulla promozione turistica). Senza poi contare le infinite possibilità di partnership con privati e le somme abitualmente versate dal Comune.

Le emozioni hanno un prezzo. Se non si parte da questo assunto la Festa del Soccorso rischia di essere compromessa per sempre. E con la Festa, l’unica possibilità che ha questa città di promuoversi in maniere seria”.

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