13091979_10206491325664660_2446178264598020364_nNotizie SPORT 

La sciabola abruzzese in B1 grazie anche a FabioPascale

13091979_10206491325664660_2446178264598020364_nLa squadra di sciabola maschile dell’Accademia Scherma Pescara, è stata promossa in serie B1 (nella gara di Caorle, campionato nazionale di B2), dopo una prova entusiasmante, grazie ai due atleti dauni: Nico Bonsanto, di Foggia, con diversi titoli alle spalle, Fabio Pascale, con ottimi trascorsi nel Club Scherma San Severo a cui si aggiunge il primo posto alla gara regionale di Coppa Italia. I due, studenti all’università “Gabriele D’Annunzio” e oltre a “tirare” per il club pescarese, in crescita e al vertice della sciabola abruzzese, sono anche impegnati come istruttori, in sala. Ha completato la squadra dell’Accademia, il bravo Jacopo Logiudice, secondo alla fase regionale della Coppa Italia. Così, lo sciabolatore sanseverese Fabio Pascale: “È stata una prestazione di carattere. Siamo partiti con grosse difficoltà ma ci siamo impegnati al massimo per agguantare la promozione. Sono molto contento d’aver raggiunto questo risultato con i miei compagni di squadra Nico e Jacopo. Per noi significa molto. Anche per la società, questa promozione in B1, che segue quella dello scorso anno dalla serie C alla B2 ha un sapore particolare. Siamo riusciti ad ottenere due promozioni consecutive e sono fiero di questa cosa. Emozione condivisa anche da Nico e Jacopo e tutta la società che sta facendo sforzi notevoli, anche economici, per la scherma abruzzese. Ora si volta pagina – conclude Fabio Pascale – e penso alla prossima gara di Coppa Italia, del 6 maggio, dove cercherò di chiudere in bellezza questa stagione schermistica”. L’Accademia Scherma Pescara, ha visto la sua nascita, grazie allo storico M° Domenico Ceci, per anni nella sala d’armi del Club Scherma San Severo, ora presidente della società. “Il risultato conseguito è importante e mi da soddisfazioni per tre motivi – ha dichiaratoil vice presidente dell’Accademia, Luigi Logiudice – Per la società, che non ha mai raggiunto un tale risultato e mai aveva disputato una finale (se non consideriamo quella dello scoro anno, dalla C alla B2); in secondo luogo, per i due ‘sciabolatori doc’ che da studenti hanno saputo trasferire insegnamenti e entusiasmo a tutta la palestra; il terzo motivo è personale, in quanto ho visto giustamente ripagato con un buona prestazione, mio figlio Jacopo, per la sua dedizione di quest’anno, il costante allenamento con Fabio e la voglia ripartire a 18 anni con una nuova arma, la sciabola”.

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