“Didattica e ideologie durante il ventennio” dal 25 aprile alla Galleria Schingo

| 21/04/2017, 16:40

mostra matematica regimeDal 24 aprile fino al 6 maggio la Galleria Schingo ospiterà la mostra: “Didattica e ideologie durante il ventennio: la cultura dell’omologazione. 1925-1945”. L’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale e dall’assessorato alla Cultura intende ricordare in occasione del 25 aprile il giorno di riconquista delle libertà perdute e di conquista di nuove libertà. “Nel ventennio dal 1925 al 1945 – spiega l’assessore alla Cultura, Celeste Iacovino – gli studenti italiani hanno subito nelle scuole una didattica permeata dall’ideologia, volutamente costruita su testi e metodiche che, reprimendo sentimenti libertari, portasse alla formazione di generazioni allineate con il pensiero del regime. La liberazione dell’Italia, frutto del sacrificio di tanti uomini e donne che hanno donato la loro vita per conquistare diritti e libertà, rappresenta il risultato della ribellione coraggiosa e forte di chi ha rifiutato questo assurdo progetto di omologazione”.
La mostra avrà come oggetto l’auto-rappresentazione del fascismo nei testi didattici, con particolare attenzione alla riflessione sul rapporto tra materie di insegnamento e ideologia durante il regime fascista proprio concentrando l’attenzione sull’aritmetica insegnata nella scuola elementare. Attraverso l’analisi concreta dei materiali direttamente imposti dal regime, si tenterà di dimostrare lo stretta connessione tra didattica e ideologie e, in particolare, tra una materia assiomatica come la matematica e l’irriducibile dimensione ideologica che vi si connette nel momento della pratica didattica.
La lettura della mostra segue quattro direttrici: storica, storico-disciplinare, tematica e “matematica”. La prima, quella storica, ci introduce nel contesto generale di quegli anni. La seconda ripercorre le tappe della progressiva ideologizzazione della materia e della scuola. Questo aspetto è decisamente il meno adatto a una didattica non specialistica e mira solamente a dare conto del lavoro storiografico di scavo e confronto con la bibliografia esistente sull’argomento. La terza linea è certamente la più stimolante per l’uso didattico: dal corpus degli esercizi raccolti abbiamo individuato i temi più caratterizzanti della propaganda fascista quali il mito del duce, il mito di Roma, le colonie, l’esaltazione dell’intervento sociale del regime, i richiami continui all’azione dell’Opera Nazionale Balilla, il bellicismo, la battaglia del grano, l’autarchia. La quarta linea, quella matematica, propone una riflessione sui meccanismi attraverso i quali l’ideologia fascista penetrava nella didattica: dalla semplice giustapposizione di problemi e motti mussoliniani fino all’inserimento di elementi semplificati di una teoria politica all’interno dei testi dei problemi.
La mostra, per la cui disponibilità si ringrazia l’Istituto Alcide Cervi di Reggio Emilia e il suo curatore Gianluca Gabrielli, è composta da 29 pannelli, sarà visitabile tutti i giorni, dalle ore 9 alle 12 e dalle 18 alle 20, con la messa a disposizioni di visite guidate a cura della dott.ssa Carmen Antonacci. L’inaugurazione avverrà il 25 aprile alle ore 19.

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Category: CULTURA, Notizie

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